Il territorio comunale di Roccarainola (Na) ricade nel Foglio 185
“Salerno”, estremo margine nord – occidentale, della carta geologica d’Italia
I.G.M., in scala 1:100.000. Il sito in studio è ubicato fra il territorio comunale di
San Felice a Cancello e quello di Roccarainola, in prossimità del confine tra la
Provincia di Napoli e quella di Caserta, lungo il margine meridionale della
pendice di Monte S. Angelo; in un’area a prevalente vocazione commerciale ed
industriale, lungo un versante maturo della dorsale carbonatica, la quale
rappresenta l’inizio della catena appenninica che si estende verso le zone interne:
emerge dalla piana campana come una montagna di modesta altezza. Tale alto
morfostrutturale si estende tra la profonda depressione tettonica della Piana
Campana, a SW, e la meno marcata depressione che ospita Alife, Telese e della
Valle Caudina, a NE.

Ai piedi del dosso collinare si registra un netto salto di pendenza in
corrispondenza degli accumuli di materiale piroclastico ed ignimbritico originato
dai periodi eruttivi degli apparati vulcanici del Monte Somma – Vesuvio e dei
Campi Flegrei, che costituiscono la colmata dell’intera piana del Nolano. La
piana campana è delimitata da rilievi collinari costituiti da litologie ascrivibili
tutte alla piattaforma campana lucana, ma con morfologie in genere arrotondate
che originano versanti a profilo anche convesso, talvolta con fianchi piuttosto
ripidi che si raccordano in maniera quasi netta con le superfici sottostanti. L’area
in studio, ricade ai piedi del versante calcareo, fra quota 60 e 400 metri s.l.m., a
monte della Strada Provinciale Cancello – Cicciano
Da un punto di vista strettamente geomorfologico il gruppo montuoso,
che ospita le tre cave, gestite dal Consorzio CAVE RIUNITE soc. cons. a.r.l. con
sede in Napoli alla piazza dei Martiri n. 30, è suddivisibile in una parte centrale,
caratterizzata da bassa energia del rilievo ed antiche e vaste superfici di
spianamento e da una parte periferica, più acclive, che si è modellata a seguito
dei fagliamenti nel Quaternario lungo i bordi della Piana Campana.
Per quanto riguarda il paesaggio a paleo superfici, con riferimento anche
alle aree limitrofe, si può ritenere che il gruppo montuoso è il risultato di più fasi
di spianamento che hanno agito con livelli di base via via più bassi, durante
pause della surrezione della catena e della migrazione verso E del fronte
estensionale tirrenico. Cronologicamente, il loro modellamento può essere
inquadrato tra il messiniano ed pliocene superiore, anche se non si può escludere
che gli ultimi spianamenti, quelli posti a quote inferiori, come l’area in studio, si
siano completati nel corso del Pleistocene inferiore.

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